La Ranotta
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La Ranotta
Sono nata poco dopo la metà del 1400 da un’idea di progresso e dai desideri di benessere dei fratelli Ranotti, negli anni in cui Leonardo da Vinci e Cristoforo Colombo erano ancora bambini e Johannes Gutenberg aveva appena inventato la stampa a caratteri mobili
Nel secolo del Rinascimento
I Ranot
“Infaticabili conspectu tuebor” (Ti proteggerò con instancabile vigilanza), questo era il motto sullo stemma dei Ranotti. Un pensiero espresso in poche parole facente allusione a un sentimento palese, ma preservato in modo recondito nel proprio cuore, che forse si rifaceva a una qualità, un ricordo storico o un’onorificenza, utilizzato come stimolo per autoinfondersi coraggio, fieri del proprio onore
Tre secoli
L'ultima grangia
Sono stata l’ultima grangia dei Ranot e generazione dopo generazione, per tre secoli, i Ranotti protessero anche me, dalle razzie, dalle devastazioni e dalle altre follie delle guerre, fino agli assedi della vicina città che si accingeva a diventare la capitale di un Regno che avrebbe unificato un’intera nazione, l’Italia
Fino a metà del 1700
Dai nobili alla povera gente
Sono nata come grangia, e come grangia autosufficiente ho sempre dato tutto di me in cambio a chi mi possedeva, dapprima ai Ranotti, divenuti Consignori, poi ai conti Coardi di Carpeneto, ai conti Vallesa, ai conti Rubiola, ai conti Grosso, finché non è iniziata la spogliazione delle mie terre a favore del demanio e non è rimasta che la povera gente, che faticava a proteggere anche se stessa
Due secoli
Circondata dalla città che avanza
E così anche attorno a me, sulle terre che prima mi appartenevano, vendute mano a mano a brandelli, hanno costruito enormi palazzi, via via che la città si espandeva, le strade e le ferrovie si moltiplicavano e nuova gente continuava ad arrivare. Non mi sono rimasti che i due cortili, frammentati anch’essi nelle suddivisioni della proprietà e un piccolo fazzoletto di terra, dove un tempo c’era una parte degli orti interni alle mura
Durante l'ultimo secolo
Quale futuro?
E ora non sono rimasti che i ricordi, i sogni e la speranza di un futuro migliore. Sono passati sei secoli di storia che si sono intrecciati con le vicende degli uomini che hanno vissuto insieme a me.
Chissà come sarà il mondo fra altri sei secoli?
Chissà se di me non rimarranno che vaghe memorie oppure se mi si prospetta una nuova vita che si intreccerà con le vicende di altri uomini? di qualche nuovo Ranot che si prenderà cura di me?
Momento attuale
